The sound of silence - Billy

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When I was a baby my parents took me hiking on mountain paths. I still remember the warm feeling rising in me while listening to the sound of streaming water in the distance. I was not yet able to see it but I was anxious to understand it, how much there was of it. And once the path curved, I felt a huge disappointment. It took another direction far away from that sound. I carried on dreaming about it while the sound became faint and distant.

These are ancestrals feelings and reactions, lying in the depth of us, in our subconscious, that have made roots since the times when clear water would have meant life. Many of us are no longer in touch with this animal part, buried under layers of concrete, roads, rules, useless things we are surrounded just because someone told us they are indispensable.

I was lucky to grow up with parents who kept me as close as possible to nature, it became a choice by the years. When I was a boy I spent entire days in loneliness losing myself among mounts and woods, with the will to discover remote and hidden angles.

After I have heard so much about Valsesia, one day I have finally known it.

I was a young canoeist charmed by the many related kayaking stories.

While I was going up to it, I remember I have felt a mix of exitement and concern.

That day I have descended the famous Balmuccia rapid and the path down till Varallo with experts friends, at the end of it we headed to the Sorba and Gronda.

I still remember the emotion to discern them: I have never done something like that in terms of jumps and slides.

The stoke was high as the concern, but something inside me was attracted by it.

Something I could not ignore.

I still remember that day.

I go back to Valsesia once in a year and every time I am back to the Sorba, I think about that first time. Many things have changed since then, some of the friends I was with are gone, some have quit with kayaking and some others are no more able to practice it.

We are not ethernal, unbreeakable: we are just passing through over this planet but rivers and mounts are there to remind us who we are and where we come from, or at least to whom is able to listen, to whom who is able to get emotional by the sound of water in distance.

Billy

Every signature counts, add yours

IT

Fin da piccolo i miei genitori mi hanno portato in montagna a camminare per sentieri, e ricordo ancor ora la bella sensazione che nasceva dentro nel sentire in lontananza il suono dell’acqua scorrere, non riuscivo a vederla ma ero ansioso di scorgere il suo corso.

Ad ogni passo il suono si intensificava, inconsciamente cercavo di capire a che distanza si trovasse, di quanta acqua mai si trattase... e che grande delusione provavo quando il sentiero curvava, prendendo un'altra direzione allontanandosi da quel suono.

Continuavo a sognare mentre il suono dell’ acqua si faceva più velato e lontano.

Sono sensazioni e reazioni ancestrali, che risiedono nel nostro profondo, nel nostro inconscio, che hanno messo radici dal tempo in cui era ancora ben chiaro che l’ acqua avrebbe significato vita. Molti di noi non sono più in contatto con questa parte ‘animale’, seppellita sotto strati di cemento, strade, regole, di cose futili di cui ci contorniamo perché qualcuno è in grado di inculcarci nella testa che sono indispensabili.

Ho avuto la fortuna di essere cresciuto da genitori che mi hanno sempre tenuto il più possibile a contatto con la natura, negli anni è diventata una scelta.

Da ragazzo dedicavo giornate intere e solitarie perdendomi tra monti e boschi, alla ricerca di quel suono da seguire, con la voglia di scoprire e trovare angoli remoti e nascosti.

Dopo averne tanto sentito parlare, un giorno ho conosciuto la Val Sesia.

Ero un giovane canoista affascinato dalle innumerevoli storie di canoa al suo riguardo. Mentre risalivo la valle, ricordo di aver provato un misto di eccitazione e timore.

Quella mattina con amici esperti avevo percorso la famigerata Balmuccia ed il tratto a valle sino a Varallo, infine siamo saliti in direzione dei salti del Sorba e del Gronda.

Ricordo l’emozione nello scorgerli: non avevo mai fatto nulla del genere in quanto a salti e pendenza.

L’ eccitazione crebbe così come il timore, ma qualcosa dentro di me ne era attratto.

Qualcosa che non riuscivo a ignorare.

Fu una giornata epica che ancora ricordo.

Tutti gli anni torno in valle ed ogni volta che risalgo la val Sorba ripenso a quella prima volta. Da allora molte cose sono cambiate, alcuni amici con cui ero quel giorno non ci sono più, altri non vanno più in canoa o non sono più in grado di farlo.

Non siamo eterni, nè indistruttibili: siamo di passaggio su questo pianeta ma i fiumi e i monti sono sempre lì a ricordarci chi siamo e da dove veniamo o quantomeno a ricordarlo a chi sa ancora ascoltare.

A chi ancora è in grado di emozionarsi al suono dell’acqua in lontananza.

Billy

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Pics credit Vicky Katrin

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