Heaven' s slides - Stefano Carbonara

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Heaven’ slides

My first time in Valsesia was in 1980. A journey from Rome to discover one of the greenest and most hidden Italian alpine valleys.

Reading an article on a magazine, my father was fascinated by this valley placed on the slopes of Monte Rosa, the second highest peak in Europe, where it was advertised the practice of that strange and weird sport called white water kayaking. He made up his mind that our family would have spent the summer holiday in the Piedmont western Alps descending crystal clear waters, hiking, testing local food, exploring regional traditions. And so it was.

I never imagined this trip would have trigger and fueled my passion for kayaking and love for the natural beauty of those valleys. Valsesia with its lateral valleys (Val Mastallone, Val Sermenza, Val Sorba, Val Vogna, Val Artogna and Val d’Otro) became one of my favorite places, a secluded shelter of my soul where to find peacefulness and freedom.

I still remember the bright and intense light reflected in the water streams surrounded by rounded white boulders polished by the timeless water flow action, the endless liquid creeks pouring water into valley tributaries, the scent of hay and the overriding green color of firs, larch and beech trees. Roads that climb up valleys bordering sunken gorges to reach solitary hamlets, hairpin bends which complete the limitless ascent where the valley rises with its river. Here unexpectedly, the panorama opens up to countless mountain peaks portraying unforgivable sceneries to travelers.

At the time, it was common enjoying summer ski on Monte Rosa glacier while flowing water was abundant on the rivers till August. In Val Sorba, a spectacular valley located on the orographic right of Sesia river, I evoke Rassa village with its beautiful valzer-style houses where took place the enchanted confluence of Gronda and Sorba rivers. Following the road up to the village, the fascinating vision of green water tossed into the gorge forming waterfalls, slides, sleds and little lakes is simply incomparable.

Forty years later, with the exception of the dwindling water resources, little or nothing has changed here. This is the beauty of Valsesia and its valleys. Being able to preserve its natural assets, maintaining its mountain identity made up of woods, uncontaminated scenery of meadows and pastures, streams with clean waters and flowery houses.

Simply a wild and authentic place. A treasure that owns an immeasurable value to inspire despite economic and demographic difficulties passed through. Long term foresight respected and preserved living eco-system and traditions. A paradise for hikers, mountaineers, skiers, fishermen, kayakers, bikers or simple lovers of what nature kindly offers us.

To fully capture the natural value of these places among all, I recall the survey carried in 2011 on ranking the most beautiful Italian rivers. Italian kayakers with a landslide vote elected Sesia, Sermenza and Egua as the first three, Mastallone and Sorba as seventh and eighth. That is, five of the top eight most gorgeous rivers in Italy are in Valsesia! And believe or not these rivers are also considered among the most beautiful in the world. Every year international kayakers desire to come here.

Precisely, Sorba with its shimmering slides represents the perfect funfair for every kayaker. In the lower section, before joining Sesia, it forms a spectacular ravine where the wild water creates a legendary rapid descended only by few daring kayakers and internationally known as Devil's slide!

The river has a fascination that is difficult to elude. A river track is the route marked by nature in thousands of years, which allows us to read the history of the wonderful landscape in which it flows. The kayaker, who has the opportunity to endeavor this route from a different perspective, experiences a personal journey, along routes never journeyed or known except by a few. Relying on a river water is like going across a path as ancient as the world. Those who have toured this pathway returned from their adventure enriched by new emotions and feelings.

I have never given up on seeking my peacefulness and freedom in Valsesia. The last time was early summer 2019; it required a long international trip to enjoy a weekend in Val Sorba with my two adventure friends. It has been and will always be worth it, at least as long as this eco-system will remain unspoiled.

Stefano Carbonara

Every signature counts add yours
ITA

La mia prima volta in Valsesia è stata nel 1980. Un lungo viaggio da Roma in macchina alla scoperta di una delle valli più verdi e nascoste d’Italia.

Mio padre leggendo un articolo di una rivista era rimasto affascinato da questa valle alle pendici del Monte Rosa dove si poteva praticare quello strano ed affascinante sport denominato canoa fluviale. Aveva deciso che avremmo passato le nostre vacanze estive in montagna tra discese in acque cristalline, passeggiate, escursioni, gastronomia regionale, tradizioni e costumi. E cosi fu’.

Non avrei mai immaginato che quel viaggio avrebbe acceso ed alimentato la mia passione per la canoa e per le bellezze naturali di quelle valli. La Valsesia con le sue valli laterali (Val Mastallone, Val Sermenza, Val Sorba, Val Vogna, Val Artogna e Val d’Otro) sono divenute il mio posto del cuore, il rifugio segreto dell’anima, la certezza di trovarvi pace e libertà.

Ricordo la luce tersa, intensa, riflessa nei corsi di acqua disseminati da rocce bianche levigate dal tempo e dallo scorrere dell’acqua, infiniti rivoli liquidi che si riversano nei vari affluenti, il verde accecante degli abeti, dei larici e dei faggi, il profumo del fieno. Strade che s’inerpicano su per le valli, in lunghe gole incassate, per raggiungere frazioni solitarie, tornanti che concludono l’impervia ascesa laddove la valle si forma insieme al suo fiume. È lì che inaspettatamente e con sorpresa del viaggiatore si apre la vista su orizzonti montani infiniti che tolgono il respiro per la loro maestosità.

All’epoca si sciava tranquillamente d’estate sul ghiacciaio di Punta Indren e l’acqua nei torrenti era abbondante fino ad agosto. Nella Val Sorba, una valle spettacolare incisa sulla destra orografica del Sesia, ricordo Rassa, un piccolo paesino caratterizzato da bellissime case in stile valzer, dove vi era la magica confluenza del torrente Gronda e Sorba. Risalendo la strada e fin dentro il paese si era affascinati dallo spettacolo naturale dell’acqua verde che si catapultava lungo la forra formando continue cascate, scivoli, toboga e piccoli laghetti.

Quaranta anni dopo, se non per le risorse d’acqua che si sono ridotte, poco o nulla è cambiato. Ed è questa la bellezza della Valsesia e delle sue valli. Essere riusciti a preservare le proprie ricchezze naturali, la propria identità montana fatta di boschi, scenari incontaminati, cartoline di prati e pascoli, torrenti dalle acque pure, fontane e case fiorite.

Vale a dire un luogo selvaggio ed ancora autentico. Un tesoro che, nonostante i periodi economici e demografici difficili, possiede un inestimabile valore a cui ispirarsi, grazie ad una lungimiranza di lungo termine che ha permesso il rispetto ed il mantenimento del proprio eco-sistema e delle tradizioni. Un paradiso per escursionisti, alpinisti, sciatori, pescatori, canoisti, bikers o semplici amanti di ciò che la natura ci offre.

Per comprendere la risorsa ed il valore naturale di questi luoghi, tra i molteplici, ricordo il sondaggio fatto nel 2011 su quale fossero i fiumi più belli d’Italia. I canoisti italiani con un plebiscito hanno eletto Sesia, Sermenza ed Egua ai primi tre posti, Mastallone e Sorba al settimo ed ottavo. Cioè cinque dei primi otto fiumi più belli d’Italia si trovano in Valsesia! E questi stessi fiumi sono annoverati anche tra i più belli ed ambiti al mondo. Là dove ogni anno si danno appuntamento tanti canoisti internazionali.

In particolare il Sorba con i suoi scintillanti scivoli rappresenta il Luna Park ideale di ogni canoista. Nella parte bassa, prima di confluire nel Sesia, forma uno spettacolare orrido dove l’acqua tumultuosa forma una rapida leggendaria conosciuta in tutto il mondo e discesa da pochi arditi: la Devil’s slide, lo scivolo del Diavolo!  

Il fiume ha un fascino al quale difficilmente si sfugge. Il percorso di un fiume è una strada aperta dalla natura in migliaia di anni, che ci consente di leggerne la storia del meraviglioso paesaggio in cui scorre. Il canoista, che ha la possibilità di percorrere questa via in un modo inconsueto, vive un viaggio tutto suo, per vie mai battute o conosciute se non da pochi. Affidarsi all’acqua di un fiume è percorrere un cammino antico come il mondo. Quelli che hanno percorso questo cammino sono tornati dalla loro avventura ricchi di emozioni e sensazioni nuove.

Non ho mai rinunciato a ritrovare la mia pace ed a riaccendere la mia fantasia in Valsesia. L’ultima volta ad inizio estate del 2019; ci è voluto lungo viaggio per godere di un fine settimana in Val Sorba con i miei amici di avventura. Ne è valsa e ne varrà sempre la pena, almeno fino a quando questo eco-sistema rimarrà preservato.

Stefano Carbonara

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